Il nostro Bar

L'ambiente raffinato e sobrio del Tarnowska's American Bar è il luogo ideale per potersi rilassare in compagnia dei nostri fantastici bartender Rey e Damiano, cullati da una piacevole musica di sottofondo.

Situato al piano terra del raffinato Hotel Ala, in Campo Santa Maria del Giglio, è impreziosito da esterni lignei che arrivano direttamente dalla scenografia dei primi del ‘900 del Teatro La Fenice di Venezia.

Ciò che lo rende unico è la magnetica figura della contessa russa Maria TARNOWSKA - da cui prende il nome - mandante del delitto passionale che all’inizio del ‘900 si consumò proprio all’interno dell’antica dimora signorile della Famiglia Maurogonato, ai danni di uno dei suoi tanti amanti.

Il processo che ne seguì ebbe risonanza in tutta Europa e siamo orgogliosi che la storia di Maria Tarnowska ci abbia reso membri dei “Locali Storici d’Italia”, Associazione Culturale con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Ammirando le tracce e i reperti d’epoca che ricostruiscono questa fosca vicenda e le innumerevoli opere d’arte che a rotazione vengono esposte, potrete degustare in tutto relax una selezione dei migliori prodotti internazionali... Dai distillati ai cocktail AIBES, dalle vodka più conosciute come Absolut, Wyborowa, 42 Below, SKYY, Moskovskaja, Keglevich, Smirnoff, Greygoose, Russian Standard ai vini più straordinari del nostro paese.

Spesso è cornice di esposizioni artistiche e sede di serate di musica live.

 

“L'AFFARE DEI RUSSI"

Venezia (1907-2007)

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American Bar Tarnowska's
Cocktail Bar
American Bar

Scandaloso breviario:

- “Tu mi apparterrai, voglio averti… “
- “Quando sarò libera”.
- “Ora!” Le sue mani le toccarono il seno. “Tu hai amato Naumow in cimitero”.
- “Come fai a sapere… “
- “Lo ha confessato. Confesserà ciò che vorrò!”
Fra tombe, corone, pietre e alberi raggiunsero a tentoni, attraverso il cimitero, la gondola che li stava attendendo.

Davanti alla casa di Campo Santa Maria del Giglio, dove era stato assassinato Kamarowsky, stava appesa
una bandiera con un teschio e la scritta: LA TARNOWSKA SULLA FORCA!

“Sarò sempre incinta, ma tu non saprai mai se sarai tu il padre del bambino che attenderò.” Era stata colta dall’irresistibile necessità di provocarlo a sangue. “Io ti diffamerò e ti renderò ridicolo”.

Alcuni mesi dopo un medico romano la convince ad assoggettarsi alla più nuova delle cure disintossicanti: fiutare cocaina perché l’effetto è lo stesso e il modo di usarla comodo e non dannoso.

… una mattina Naumow le porta un cesto di fiori accanto al letto, toglie la carta velina. Sotto i fiori c’è una frusta per cani. Nicolas la scongiura di frustarlo…

La Tarnowska vorrebbe alzarsi e gridare che Naumow mente. Però sa che lui non mente, tace più semplicemente la verità. Non lo ha picchiato per propria crudeltà ma perché lui l’ha implorata di farlo. Sarebbe stata crudele se non lo avesse frustato. Lo frustava per premiarlo, non per procurargli dolore, perché ne traevano piacere entrambi, lui e lei. Gli psichiatri: una malattia!...

E Prilukov: – “ Mi chiamava il suo mugik”. Maria pensa: una sola volta, in preda a rabbia, l’ho detto. Poi è stato lui a volermelo sentir dire; cento volte ho dovuto ripeterglielo:
- Che cosa sono?”
- “Un mugik”.
Quella parola piena di disprezzo lo eccitava sempre. Prilukov si eccitava nel sentire le parole, Naumow le frustate.

Articoli d'epoca su Maria Tarnowska
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